Rinvio a settembre per il rinnovo dei vertici di Federfarma.
L’assemblea nazionale dei titolari di farmacie ha infatti fatto passare, tra le tre giunte sul tavolo, la mozione della presidente dimissionaria Annarosa Racca, che impegna la stessa Racca e il presidente della Sunifar Cesare Quey a lavorare sul nuovo statuto.
Il testo dovrebbe riscrivere, tra le altre cose, le regole per l’elezione dei vertici della Federazione, “e consentirci così di poter contare – spiega la stessa Racca a Pharmakronos – su uno statuto condiviso e un presidente forte”. Racca e Quey dovrebbero portare il nuovo statuto al tavolo della prossima assemblea nazionale, già fissata per il primo
settembre. Per il giorno successivo, ovvero il 2 settembre, è invece in programma il comitato centrale. Ma se il nuovo statuto dovesse ottenere il via libera dell’assemblea, l’appuntamento del comitato centrale verrà probabilmente rinviato per eleggere i vertici di Federfarma attraverso le nuove regole.
Salvo colpi di scena.
Secondo il ministro «Occorre spostare il trattamento dei malati cronici dall’ospedale al territorio»
Esami e visite tra gli scaffali, grazie al medico di famiglia in farmacia. É il progetto che ha in mente il ministro della Salute Ferruccio Fazio. Dopo i decreti attuativi della legge 69, che consentiranno di prenotare visite, fare autovalutazione del diabete e eseguire le spirometrie in farmacia, Fazio disegna il secondo passo da attuare per progettare le farmacie del futuro. «Abbattere il muro del testo unico del ‘34 – spiega il ministro – e consentire l’ingresso dei medici nelle farmacie, che diventeranno centri territoriali primari»
Secondo Fazio, l’obiettivo principale di questo progetto è soddisfare la necessità di spostare il trattamento dei malati cronici dall’ospedale al territorio. «Il numero degli over 65 – ricorda – è destinato ad aumentare di pari passo con i pazienti affetti da malattie croniche, fra cui ormai c’è anche il cancro. L’obiettivo finale è quello di trattare questi malati sul territorio, “spostando” anche alcuni medicinali dall’ospedale alla farmacia. Se non ci riusciremo, il sistema va ad implodere. La trattativa con i medici di famiglia e farmacisti è serrata e già a livello avanzato».
«Ha ragione il ministro a dire che oggi il sistema è organizzato in una maniera superata – commenta il presidente di Farmindustria, Sergio Dompé – La centralità data all’ospedale non rispecchia il bisogno presente e futuro del territorio».«La salute dei cittadini non può essere divisa fra ospedali e territorio – nota il presidente dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), Sergio Pecorelli – Il percorso deve essere unico. E accompagnare il malato una volta che non sia più necessario il ricovero. Per questo però anche il territorio ha bisogno di farmaci innovativi che, diventati maturi, possono passare dall’ospedale al territorio».
Ma c’è anche chi nutre forti dubbi. Salvo Calì, segretario del Sindacato medici italiani, ha commentato con una battuta l’ipotesi avanzata dal ministro Fazio «Una boutade. L’ennesima. Ancora una volta non è chiaro il progetto del ministro, ed è quindi prematuro esprimere un giudizio. E’ vero, però, che ciò che emerge dai mezzi di informazione e’ preoccupante e vedrà la nostra ferma opposizione».
Tagli e gare anomale nel fianco dei genericisti
Tavolo farmaci riconvocato in settimana – Verso modifiche Fazio: «Incentivi ai prescrittori»
È inutile tagliare del 12% i prezzi di prodotti che rappresentano solo il 10% del mercato. È inutile prevedere le
gare Aifa al prezzo minimo, perché «ovunque sono state applicate le gare hanno portato a un drastico
ridimensionamento del comparto». È inutile dire che si sta puntando al contenimento della spesa
farmaceutica «se non si punta a garantire volumi di vendita consistenti ai generici per liberare risorse da
destinare all’acquisto dei farmaci innovativi». E peggio ancora «è assurdo imporre anche ai biosimilari lo
stesso copione adottato per i generici, visto che basterebbe un 20% di riduzione dei prezzi su sei biologici a
brevetto scaduto per garantire all’Ue un risparmio di circa 1,6 milioni di euro l’anno». A due giorni di distanza
dalla pubblicazione in Gazzetta sulle le misure urgenti del Dl 78/2010 da parte dei genericisti – gravati da un
taglio transitorio del 12,5% sui listini e dall’avvento di gare che “esentano” le aziende degli originator
dall’obbligo di partecipare alla competizione – è pollice verso. Le criticità segnalate dal presidente
Assogenerici, Giorgio Foresti , sono state al centro della tavola rotonda organizzata giovedì scorso
dall’associazione dei produttori del settore nell’ambito del Convegno dell’Ega (genericisti Ue) nel corso della
quale i produttori hanno incassato almeno una mezza promessa da parte della Salute: «stiamo lavorando a
una versione migliorativa della norma sulla riduzione dei prezzi» ha garantito il capo di gabinetto, Mario
Alberto di Nezza . Tutto il pacchetto del resto è già destinato al restyling. A fronte della sostanziale
soddisfazione delle Regioni nel veder recepite almeno alcune delle misure elaborate al tavolo della
farmaceutica, espressa da Loredano Giorni (Toscana) resta il disagio e la preoccupazione degli altri
protagonisti istituzionali nel dover fare i conti con misure la cui messa in opera potrebbe rivelarsi più
complessa del previsto. È il caso dello shift ospedale-territorio che secondo il Dl dovrebbe essere realizzato
dall’Aifa in appena 30 giorni. «Non se ne parla proprio», ha detto esplicitamente il Dg Guido Rasi, convinto
della bontà della misura, ma consapevole della delicatezza dell’operazione. Grande cautela anche dal
senatore Cesare Cursi , titolare di uno dei Ddl sui biosimilari in itinere al Senato che destano ansie nei
genericisti; dai rappresentanti dell’Antitrust, Andrea Pezzoli e dello Sviluppo economico, Paolo Ruta , che ha
invitato i produttori di generici a compiere uno sforzo di integrazione per accedere al finanziamento delle
attività di R&S tramite la procedura negoziale prevista dal Dm del 14 dicembre 2009; dal direttore
dell’Agenas, Fulvio Moirano , convinto che bisognerebbe operare delle razionalizzazioni e risparmi anche in
altri settori della spesa sanitaria pubblica. Intanto il 9 giugno il tavolo della farmaceutica è riconvocato in veste
politica: all’ordine del giorno i contenuti della manovra. E le modifiche che saranno necessarie. Sul tappeto
anche l’accenno del ministro della Salute, Ferruccio Fazio , all’adozione di incentivi british style agli amici
prescrittori. S.Tod. Nimesulide 30 unità 100 mg uso orale – Prezzo rif. 2,60 e 2,28 (a seconda delle Regioni)
Aulin Os grat 30 bust. 4,43 etico Mesulid 30 cpr. 3,88 etico Algolider Os Grat 30 bust. 3,63 etico Nimesulide
Union 30 bust. 2,28 generico Amoxicillina+ac. clavulanico 875+125 mg Prezzo rif. 8,72 e 7,63 (a seconda
delle Regioni) Augmentin Os 12 bust. 10,20 etico Clavulin 12 cpr. riv. 8,72 etico Amoxic.+ac.clav. Ratio12
bust. 7,63 generico Losartan 21 unità 12,5 mg prezzo rif. 5,23 Losaprex 21 cpr. riv. 12,5 mg 6,80 etico
Neolotan card 21 cpr. riv. 6,24 etico Losartan Doc G. 21 cpr. 5,23 generico Lastan 21 cpr. riv. 5,23 etico
Losartan 28 unità 50 mg – Prezzo rif. 10,52 Lortaan 28 cpr. riv. div 12,03 etico Neolotan 28 cpr. riv. 12,03
etico Losaprex 28 cpr. riv. 12,10 etico Losartan Rat 28 cpr. riv. 10,52 generico Lastan 28 cpr. riv. 10,52 etico *
i confronti sono effettuati tra prodotti con identico dosaggio Esempi di differenze di prezzo nelle liste di
trasparenza.
08/06/2010 Il Sole 24 Ore Sanita’ – N.22 – 8 giugno 2010 Pag. 7
MILANO – «Disposizioni in materia di obiezioni di coscienza dei farmacisti nella dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione di emergenza»: è il disegno di legge sull’obiezione di coscienza pere i farmacisti presentato a Palazzo Madama dalla senatrice del Pdl Ada Spadoni Urbani. «I farmacisti, anche se semplicemente dispensatori di farmaci, non possono essere costretti ad agire contro scienza e coscienza, quali semplici esecutori di scelte altrui» ha detto la Spadoni Urbani. Il legislatore italiano – si legge nella relazione al disegno di legge sull’obiezione di coscienza per i farmacisti – dalla legge 194/1078, sull’interruzione volontaria della gravidanza, alla legge 40/2004, in materia di procreazione medicalmente assistita, ha mantenuto ferma la linea di consentire al personale sanitario l’obiezione di coscienza qualora, per alti valori morali, non intenda collaborare per impedire la vita nascente. «L’obiezione di coscienza non contesta la legge: è diversa dalla disobbedienza civile o dalle azioni positive volte a migliorare l’ordinamento giuridico. L’obiezione di coscienza – conclude Ada Urbani – deve essere ritenuta un diritto fondamentale e un’esigenza del bene comune: è proprio di una società giusta che non ci siano costrizioni di tale genere». (Fonte Ansa – Corriere della Sera 29 aprile 2010)
Si terrà a Bologna dal 10-12 settembre 2010 il primo Convegno Nazionale del Farmacista del Territorio, evento riservato ai farmacisti iscritti all’albo professionale di categoria.
Workshop, seminari a numero chiuso e dibattiti aperti faranno da contorno a una sessione in plenaria scandita da lezioni magistrali, letture istituzionali, tavole rotonde tra opinion maker.
Cinque i temi affrontati: il farmacista del territorio e la farmacia dei servizi, sistema virtuoso per la salute pubblica; il sistema farmacia oggi in Italia, la rete sanitaria più radicata nel territorio; aggiornamento scientifico del farmacista del territorio per accrescere il valore della professione; la farmacia azienda per accrescere il valore della professione; e, infine, il dialogo istituzionale.
A margine del congresso sono previsti diversi eventi fra cui il Premio “Nicolò Salernitano”.
Il riconoscimento è intitolato alla memoria del celebre speziale della Scuola Medica Salernitana, attivo presso la stessa Università durante il XII sec. e autore dell’Antidotarium Nicolai, pietra di fondazione della moderna farmacologia.
Il premio verrà assegnato a un farmacista o a un’associazione di farmacisti in ragione dei meriti professionali e umani che rispecchino i valori deontologici propri della vocazione: eticit”, integrit”, spirito di servizio, conoscenza.
Per informazioni: Planning Farma, tel. 051-300100, fax 051-309477 info@farmacistadelterritorio.it
FIRMATA DAL MINISTRO FAZIO ORDINANZA SU DIVIETO DI IMPORTAZIONE, FABBRICAZIONE E COMMERCIO DEI PRODOTTI “N-JOy” E “SPICE”
Fonte: Ministero della Salute
Il Ministro Fazio “Farmacie preferite agli ospedali”
Roma – Il 97,8 % degli italiani promuove le farmacie con un indice di gradimento più alto rispetto agli ospedali..
Per i benefici Irpef, sono ammesse, sul documento di spesa, anche le diciture “omeopatico” e “ticket”
Via libera allo scontrino parlante che non riporta la natura del prodotto acquistato tramite la tradizionale dicitura “farmaco” o “medicinale”, ma attraverso sigle come “Otc” (medicinale da banco) e “Sop” (senza obbligo di prescrizione), abbreviazioni come “med.” e “f.co”, e termini come “omeopatico” o “ticket”.
Sono alcuni dei chiarimenti forniti dall’Agenzia, con la risoluzione n. 10/E del 17 febbraio, a un dottore commercialista che chiede – tramite il proprio ordine professionale – di sapere se, ai fini della deduzione o della detrazione d’imposta, l’indicazione della natura del prodotto acquistato deve avvenire esclusivamente mediante la dicitura “farmaco” o “medicinale”, se è eventualmente possibile integrare le informazioni presenti sullo scontrino con altri documenti e se è ancora obbligatorio conservare la prescrizione medica.
Semaforo verde sul primo punto: i documenti di spesa rilasciati per l’acquisto di medicinali consentono di fruire dei benefici Irpef a condizione che sia indicata la natura del prodotto attraverso sigle, abbreviazioni o terminologie chiaramente riferibili a farmaci. Sono dunque ammessi gli scontrini che riportano le indicazioni “Otc” (che sta per “over the counter”, ovvero medicinale da banco) e “Sop” (senza obbligo di prescrizione). Le sigle in questione attengono, infatti, a una specifica categoria di medicinali, disciplinata espressamente dal decreto legislativo 219/2006. Strada aperta anche alla dicitura “omeopatico”, perché è riconosciuta la natura di medicinale dei prodotti omeopatici. Analogo discorso per “ticket”, dicitura che soddisfa l’indicazione della natura del prodotto acquistato, potendo essere riferita solo a medicinali erogati dal servizio sanitario. Per quanto riguarda invece le preparazioni galeniche, cioè i medicinali preparati in farmacia in base a una prescrizione medica destinata a un determinato paziente o in base alle indicazioni della Farmacopea europea o delle Farmacopee nazionali in vigore negli stati dell’Ue, l’Agenzia aveva già chiarito, con la risoluzione 218/2009, che ai fini dell’indicazione della natura del prodotto venduto può essere riportata la dicitura “farmaco” o “medicinale” e per la qualità l’espressione “preparazione galenica”. Infine, le formule abbreviate “med.” e “f.co” equivalgono alle rispettive diciture per esteso, essendo intese nell’uso comune come abbreviazioni dei termini “medicinale” e “farmaco”.
Disco rosso, invece, sulla possibilità di integrare le informazioni presenti sullo scontrino con altri documenti, come ad esempio copia della ricetta con il timbro della farmacia, del foglietto illustrativo o dell’Annuario farmaceutico: ai fini della fruizione del beneficio fiscale, il documento di spesa deve infatti necessariamente riportare natura e qualità del prodotto (oltre che la quantità).
Infine, non è più necessario – anche in virtù dei nuovi obblighi in materia di certificazione delle spese sostenute per l’acquisto di medicinali – conservare la fotocopia della ricetta rilasciata dal medico di base, perché la natura e la qualità del prodotto acquistato si evincono dalla dicitura “farmaco” o “medicinale” e dalla indicazione del numero Aic riportate nei documenti di spesa rilasciati dalle farmacie. A questo proposito, la risoluzione ricorda che l’Agenzia ha precisato, con la circolare 40/2009, che l’indicazione sullo scontrino della qualità del prodotto deve avvenire tramite il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) di ciascun farmaco, rilevato mediante lettura ottica del codice a barre, anziché mediante l’indicazione del nome del medicinale.
Chiara Ciranda
FONTE: www.nuovofiscooggi.it